Profilo : Non definito
Paese : Non definito

La «Dottrina Donroe»: verso una nuova cartografia dell’America Latina?

Sommario

  • Una politica estera statunitense più interventista e unilaterale sta ridisegnando il contesto geopolitico ed economico dell’America Latina. La dottrina Donroe si basa su dazi doganali, sanzioni e interventi mirati per contrastare le potenze rivali e assicurarsi risorse strategiche. Questo approccio aumenta l’instabilità geopolitica e il rischio idiosincratico, alimentando il progressivo spostamento dei flussi di investimento dagli asset statunitensi verso i mercati emergenti.
  • La disparità tra le regioni si accentua man mano che i paesi reagiscono in modo diverso alla pressione degli Stati Uniti. Il Venezuela rimane il caso di intervento più diretto, mentre Brasile, Colombia e Messico devono affrontare tensioni più mirate. Le specificità di ogni paese generano profili di rischio sovrano e aziendale diversi e, di conseguenza, opportunità distinte.
  • Per gli investitori, questo contesto può generare sia volatilità che opportunità nel settore del credito emergente. La forza delle valute emergenti sostiene una crescita e un investimento solidi, mentre gli episodi geopolitici possono portare a una dispersione degli spread. Situazioni di crisi come quella del Venezuela offrono una sorta di flessibilità, mentre mercati più liquidi come Brasile, Colombia e Messico possono presentare punti di ingresso interessanti a seguito di ampliamenti tecnici legati alle tensioni geopolitiche.
  • Gli investitori obbligazionari globali stanno mettendo in discussione l’attrattiva delle obbligazioni statunitensi come bene rifugio e cercano sempre più opportunità di diversificazione, soprattutto nei mercati emergenti, come dimostrano i flussi di investimento costanti registrati in questa classe di attività.

Contesto

Inizialmente definita il «corollario di Trump» alla Dottrina Monroe, l’amministrazione ha poi fatto propria l’espressione «dottrina Donroe», coniata dalla stampa. Basato sui principi dell’«America First», questo approccio punta a contrastare l’influenza economica e politica di altre potenze mondiali, in particolare Cina, Russia e Iran. Questa politica si avvale di leve economiche per influenzare gli equilibri politici, promuovere gli interessi governativi ed economici e garantire l’accesso ad aree strategicamente importanti.

Interventi

La «National Security Strategy» ha sottolineato che gli Stati Uniti «non possono permettersi di dedicare la stessa attenzione a ogni regione e a ogni problema nel mondo» e ha messo le Americhe in primo piano. L’obiettivo è quello di riunire gli attori regionali, promuovere interessi comuni e premiare i governi, i partiti e i movimenti allineati, sviluppando al contempo nuove relazioni. Sebbene i pilastri strategici fossero stati delineati già durante la campagna elettorale, le prime azioni concrete sono arrivate nel 2025 con l’imposizione di dazi e sanzioni, per poi intensificarsi con campagne militari in Venezuela. Questi eventi illustrano alcune delle leve d’azione statunitensi nell’ambito di questa politica, messe in atto in nome degli interessi commerciali, migratori e di difesa. Al di là del rischio di un’escalation, la sola imprevedibilità riguardo ai tempi e alla portata delle misure aumenta il clamore geopolitico e l’incertezza per gli investitori.

Venezuela

Nicolás Maduro era da tempo alla guida di un regime autoritario e si era rifiutato di negoziare con la Casa Bianca. Spinti dalla lotta al traffico di droga, gli Stati Uniti hanno lanciato un’operazione militare per catturarlo; ora è in attesa di processo in un carcere di Brooklyn. Gli sforzi si sono poi concentrati sulla stabilizzazione di un regime guidato da Delcy Rodríguez, che ha collaborato per promuovere gli interessi statunitensi. Gli operatori di mercato ritengono che le vaste riserve petrolifere del Venezuela e le sue altre risorse siano fondamentali per instaurare una «collaborazione più stretta tra il governo degli Stati Uniti e il settore privato americano» a livello continentale. Le due parti stanno ora lavorando per mettere in piedi delle garanzie per investimenti a lungo termine nelle infrastrutture ormai obsolete dedicate all’estrazione di petrolio pesante. L’intervento ha preso di mira anche gli alleati storici, spezzando i legami tra il Venezuela e Cuba, in particolare bloccando le forniture di petrolio e limitando la condivisione di informazioni.

Brasile e Colombia

I presidenti del Brasile e della Colombia si sono dimostrati ferocemente critici nei confronti dei dazi del “Liberation Day” e dell’intervento in Venezuela. Il dialogo diplomatico si è calmato una volta avviate le trattative: Luiz Inácio Lula da Silva sta negoziando un possibile ritiro dei dazi e il presidente colombiano Gustavo Petro ha allentato la pressione in cambio della promessa di una visita alla Casa Bianca. Nonostante le pressioni commerciali e le sanzioni mirate, il Brasile mantiene un certo margine di manovra. Pur essendo un paese importatore netto di beni e servizi statunitensi, dipende relativamente poco dalla domanda degli Stati Uniti (circa il 10% delle sue esportazioni) e fornisce prodotti chiave per i panieri di consumo americani. Gli investitori ritengono che gli Stati Uniti potrebbero essere particolarmente interessati ai giacimenti brasiliani di terre rare e alle sue riserve di minerali critici.

Fonte: IVO Capital Partners

Le elezioni nell’era della «dottrina Donroe»

Oltre al recente aumento dei rischi geopolitici causato dalla «dottrina Donroe», l’America Latina si prepara anche ad un fitto calendario elettorale nel 2026, caratterizzato in particolare dalle elezioni generali in Brasile. In Cile e in Argentina sono emersi governi visti di buon occhio dai mercati, ma i partiti di sinistra restano forti in altre grandi economie. Gli interventi statunitensi potrebbero aver influenzato i risultati in Argentina e in Honduras, mentre i dazi doganali hanno sostenuto i livelli di gradimento in Brasile e in Colombia, il che solleva interrogativi sull’efficacia di azioni troppo visibili in vista delle elezioni.

  • Brasile: la corsa alla presidenza dovrebbe diventare più serrata verso aprile, il che potrebbe portare a una certa volatilità sui mercati. La corsa si preannuncia serrata: i sondaggi danno Luiz Inácio Lula da Silva favorito rispetto a Flávio Bolsonaro, il figlio maggiore dell’ex presidente attualmente in carcere. Un altro candidato di destra potrebbe però entrare in lizza o cercare di imporsi come principale rappresentante dello schieramento conservatore.
  • Colombia: il partito di Gustavo Petro è in testa ai sondaggi con il senatore Iván Cepeda Castro, ma alcuni candidati di destra, come l’outsider Abelardo De La Espriella, sono considerati competitivi, se non addirittura favoriti secondo alcuni analisti politici.
  • Perù: con una presidenza ad interim a seguito di ripetute destituzioni, le intenzioni di voto restano molto frammentate. A dominare il panorama ci sono il candidato di destra Rafael López Aliaga, con una linea aggressiva, e la candidata di centro-destra Keiko Fujimori, figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori, che si candida per la quarta volta alle elezioni presidenziali.

Opportunità di investimento

Il nuovo approccio alle relazioni nelle Americhe riflette una posizione più ampia nei confronti del multilateralismo, che privilegia gli accordi bilaterali e la difesa degli interessi nazionali. Agli occhi degli investitori, il proseguimento di questa tendenza graduale potrebbe aumentare l’incertezza e accelerare la rotazione fuori dagli asset statunitensi più esposti al rischio. L’apprezzamento delle valute emergenti rispetto al dollaro rappresenta un fattore favorevole per le società che emettono in valute forti.

Se alcuni paesi o settori possono essere presi di mira direttamente, come il Venezuela, altri, come il Messico e il Brasile, subiscono pressioni più selettive e sono pochi quelli che vengono premiati, come l’Argentina. Questa pressione differenziata porta a una significativa dispersione del rischio sovrano e aziendale, richiedendo una gestione rigorosa dei rischi e creando al contempo opportunità di investimento.

Il Venezuela offre un numero limitato di strumenti di investimento, principalmente sul debito sovrano e sulla Petróleos de Venezuela, S.A. (PDVSA), la compagnia petrolifera nazionale venezuelana di proprietà dello Stato, che recentemente hanno registrato performance superiori alla media ma sono ancora scambiati a livelli fortemente scontati in un contesto di default prolungato e di incertezza sui valori di recupero. Al contrario, il mercato obbligazionario societario è più ampio e diversificato in Messico, Colombia e Brasile, dove l’impatto delle iniziative statunitensi è rimasto più contenuto dopo il rimbalzo seguito alla correzione del Liberation Day. Per maggiori dettagli sull’Argentina, dai un’occhiata alla nostra nota di ottobre 2025.

Gli spread del Brasile nel 2025 sono stati fortemente influenzati dalle politiche statunitensi e da fattori specifici del Paese

Fonte: IVO Capital Partners

Conclusione

La vicinanza geografica e l’abbondanza di risorse naturali rendono l’America Latina una regione chiave per la politica estera degli Stati Uniti. Anche se alcuni obiettivi specifici possono essere oggetto di interventi diretti o negoziati bilaterali, gli effetti più ampi della geopolitica saranno fattori chiave che influenzeranno i flussi di investimento verso o dalla regione. Con un governo americano più imprevedibile, c’è da aspettarsi una maggiore volatilità sia sui mercati nazionali che su quelli globali. Questo scenario favorisce la tendenza all’indebolimento del dollaro e ad adeguamenti nell’allocazione basati su rischi percepiti in modo nuovo.

DISCLAIMER: QUESTO DOCUMENTO NON COSTITUISCE UN CONSIGLIO FINANZIARIO:

Le informazioni fornite riflettono l’opinione di IVO Capital Partners alla data della presente pubblicazione. Le informazioni contenute in questo documento non devono essere intese o interpretate come consulenza finanziaria. È stato condiviso esclusivamente a scopo informativo, non costituisce pubblicità e non deve essere interpretato come una sollecitazione, un’offerta, un invito o un incentivo all’acquisto o alla vendita di titoli o strumenti finanziari correlati in nessuna giurisdizione. RISERVATEZZA: le informazioni sono strettamente riservate e non possono essere riprodotte, ridistribuite, divulgate o trasmesse a nessun altro, direttamente o indirettamente. Non puoi copiare, riprodurre, distribuire, pubblicare, visualizzare, eseguire, modificare, creare opere derivate, trasmettere o sfruttare in alcun modo tali contenuti, né distribuire parte di essi su una rete, inclusa una rete locale, venderlo o metterlo in vendita, né utilizzare tali contenuti per creare alcun tipo di banca dati.

Profilo : Non definito
Paese : Non definito

Profilo : Non definito
Paese : Non definito